Così vuote da far gola, così salate da sconsigliarne l’utilizzo. Le corsie preferenziali sono segmenti di strada che fanno spesso cadere in tentazione gli automobilisti italiani. Passaggio privilegiato per pochissimi mezzi, possono trasformarsi nella croce di quanti si trovano a percorrerla anche solo per pochi istanti. Consapevolmente o meno. Basta che ci sia una telecamera a riprendere il tutto per far scattare automaticamente la multa corsia preferenziale. O quasi. Non sempre, infatti, la sanzione è legittima ed esistono modi per fare ricorsi e annullarla. Scopriamoli.

Cos’è la corsia preferenziale

Per corsia preferenziale si intende una parte della carreggiata stradale che viene riservata al transito dei mezzi di trasporto pubblico. La nascita si deve all’aumento del traffico e alla conseguente necessità di impedire l’imbottigliamento dei mezzi pubblici e delle auto nei centri urbani. Il diritto di transito è pertanto riservato ai suddetti mezzi e ai taxi, oltre ai veicoli dotati di targhe speciali: polizia, carabinieri, vigili del fuoco, corpi diplomatici o consolari.

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Chi può percorrerla

Va inoltre detto che ciclomotori e motocicli possono disporre delle corsie riservate e di quelle a traffico limitato solo nel caso in cui vi sia una segnaletica specifica che ne autorizzi l’accesso. La stessa disciplina si applica ai veicoli a tre ruote asimmetriche (categoria L5 AE) ad eccezione dei tricicli con carrozzeria e di quelli non basculanti. Sulle preferenziali possono inoltre transitare.

  •         Auto con contrassegno disabili o invalidi
  •         Residenti ed equiparati che abbiano dimora situata all’interno di una corsia riservata
  •         Artigiani in caso di riparazioni d’urgenza
  •         Altre categorie come veicoli adibiti a traslochi ed eventi

Telecamere in corsia preferenziale: sono legittime?

A far scattare le multe nei confronti di chi si trova a passare indebitamente su queste tratte possono essere le stesse videocamere montate per effettuare i controlli nelle ZTL. Una sentenza della Corte di Cassazione ha infatti stabilito che non sono necessarie due autorizzazioni distinte affinché l’apparecchio elettronico certifichi le due tipologie diverse di illecito. La legge 214/03 (art.4) ha esteso anche alle corsie preferenziali l’uso delle telecamere previste ai varchi delle zone a traffico limitato e ai centri storici cittadini. Per giunta in tutti questi casi, ovvero in quelli in cui le strisce gialle risultano omologate, non è necessaria la contestazione immediata dell’infrazione. Non bisogna però fare confusione. L’utilizzo delle telecamere è legittimo solo se le preferenziali sono presenti in una ZTL. In caso contrario una multa elevata facendo ricorso a questi apparecchi può essere contestata con successo.

Quando è possibile effettuare il ricorso

La sanzione pecuniaria per l’infrazione si aggira intorno agli 80 euro. Come visto si ritiene valida esclusivamente se l’appropriazione indebita di corsia viene accertata da un occhio posto all’interno di una ZTL o di una strada che conduca ad essa. In tutti gli altri casi non basta infatti la ripresa, ma è obbligatorio che l’automobilista venga fermato sul posto e che la contestazione sia immediata. In questo modo il colpevole avrà la possibilità di far valere le sue ragioni fornendo eventuali giustificazioni. Mancando la contestazione, come stabilito da una sentenza con cui il Tribunale di Verona ha dato ragione a un automobilista “seriale”, l’ammenda potrà essere annullata.

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