Sixth Sense: l’auto che legge la mente

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Il gruppo britannico Jaguar Land Rover ha lanciato il progetto “ Sixth Sense ” per studiare un sistema di guida in grado di leggere le onde cerebrali, il respiro e il battito cardiaco dell’automobilista per stabilirne il livello di attenzione, il benessere psicofisico e il livello di stress e prevenire in questo modo gli incidenti derivanti dalla stanchezza o dalla disattenzione.

Come funziona il progetto Sixth Sense

Il progetto Sixth Sense usa tecnologie di ultima generazione sviluppate nella medicina aerospaziale per misurare la condizione psicofisica dell’autista. Il“Mind Sense” attraverso sensori piazzati nel volante della macchina riesce a leggere attraverso la pelle delle mani le onde cerebrali, mentre il “Wellness Seat” riesce a misurare attraverso il contatto del corpo con il sedile il respiro e le pulsazioni. Inoltre, uno schermo touch predittivo permette attraverso un sistema di telecamere di individuare a mezz’aria il gesto che l’automobilista sta per compiere, diminuendo, in questo modo, il tempo in cui il guidatore distoglie lo sguardo dalla strada per accendere la radio, per azionare il telefonino o altri sistemi di navigazione. Grazie a queste tecnologie, secondo la JLR, si riduce notevolmente il verificarsi di incidenti dovuti a distrazione o stanchezza, perché l’auto è in grado di riconoscere se l’automobilista, per esempio, si è addormentato e reagire facendo vibrare il volante o emettendo un allarme sonoro per evitare il verificarsi di incidenti.

Ma perché sviluppare una tecnologia del genere, quando molte case automobilistiche stanno già testando sistemi di guida autonoma? In un futuro in cui la macchina guiderà per noi, sarà veramente necessario un tipo di tecnologia come il Sixth Sense? A questo risponde il direttore della ricerca JLR, Wolfgang Epple, affermando che “anche se stiamo sviluppando sempre più le tecnologie di guida autonoma dei veicoli, si presenteranno situazioni nelle quali il veicolo autonomo deve restituire il controllo al pilota. Per farlo, il veicolo deve capire se il pilota è attento e pronto a subentrare. Per questo, i nostri ricercatori studiano il potenziale di una gamma di tecnologie di controllo del pilota che forniscano al veicolo le necessarie informazioni. Se il sistema è in grado di rilevare importanti disturbi fisici del pilota o, semplicemente, il suo grado di attenzione, allora il veicolo può attivarsi per assicurare che questi sia effettivamente in grado di guidare.”

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2018-06-19T15:36:08+00:0023.06.2015|News|

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